Prima del logo, c’era una pagina bianca
All’inizio non c’erano un nome, un’insegna o un’identità da rinnovare: non c’era nulla.
C’erano due professionisti, Enrico e Fabio, competenze molto diverse e la volontà di costruire una nuova realtà capace di crescere nel tempo. Fabio portava struttura, numeri e capacità di leggere le operazioni; Enrico relazioni, marketing, rete e coinvolgimento delle persone. Due approcci complementari, destinati a diventare la base di un gruppo che in poco tempo sarebbe cresciuto da due a nove persone.
Il progetto partiva quindi dal punto più interessante, e più complesso, per un brand: non c’era nulla da correggere, ma tutto da decidere.
Che personalità avrebbe avuto? Quanto avrebbe parlato del territorio? Doveva essere classico o contemporaneo? Familiare o autorevole? E soprattutto: come rivolgersi a un mercato di fascia alta senza costruire l’ennesima identità che cerca di sembrare luxury?
BeforeAfter






